margherita's profile... just Margiue ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    March 22

    Fiorire, un giorno... insieme

    Primavera.

    I primi soli caldi, i primi cieli tersi, le prime frizzanti atmosfere che racchiudono in se la magia di una stagione che è Vita… una stagione che vede nascere il nuovo, che vede spuntare e germogliare ciò che era dimenticato, nascosto sotto una velo d’inverno ormai finito, che lascia il posto a ciò che era e che torna. 

    La vita stessa che torna, più forte dopo la prova superata, dopo aver avuto la meglio su gelo e buio. 

    Il mio pensiero va a te.

    Ogni particella del mio corpo, del mio cuore, della mia anima ti chiama… come se ogni mio atomo volesse sbocciare, come se tutto ciò che sono volesse schiudersi, permettere alla luce di entrare e avvolgermi… e insieme avvolgere te, che sei parte di me. 

    Siamo come piccoli fiori senza nome, facciamo il nostro percorso, nell’impegno e nel sostegno di altri come noi.

    Siamo piccoli fiori senza nome, che hanno appena emesso i loro delicati boccioli. 

    E dentro di noi coviamo un grande sogno… poter fiorire, un giorno, sotto un azzurro cielo sereno.

    March 17

    Non smettere mai (dedicato ad una piccola tigre)

    Non smettere mai.

    Non smettere mai di sperare
    ... di credere, non si sa bene se in se stessi, negli altri o in qualcun'altro ancora
    ... di pensare con la propria testa
    ... di amare con tutto il cuore
    ... di sorridere nonostante tutto

    Non smettere mai di sognare
    Non smettere mai di cercare.

    ... costa caro.
    Costa una forza che a volte mi sembra di non avere, altre volte mi sembra di avere anche troppo.
    Costa il sacrificio di chi sceglie alcune esperienze anzichè altre, e a volte si ritrova a veleggiare nella più silenziosa delle solitudini.

    Ma a volte no.
    A volte trovi persone che, nel bene e nel male, fan si che quel mare si riempia di sorrisi e leggerezza, di entusiasmo e allegria, di tranquillità.

    Certo, si ha sempre da tener duro.
    Ma capire e accettare questo essere sempre in ricerca, non si sa bene di cosa, forse solo del Vero... fa si che si abbia la consapevolezza che non si può pretendere di avere anche l'equilibrio se si sceglie questa strada.

    Mi limito quindi a prender consapevolezza che fino ad ora ho preteso troppo.... e che sono incredibilmente grata a chi porta un po' di sole su questo mare, il mare che io mi sono scelta, il mare che spero non sia mai piatto, ma sempre pieno di onde, schiuma, vento e orizzonti.
    March 06

    ... non sai mai cosa ti aspetta

    Atmosfera grigia e umida oggi.

    Osservo le persone, le macchine, gli edifici di questa città, di questa Milano, che ormai volente o nolente fa parte di me e della mia vita.

    E ogni cosa su cui il mio sguardo si posa mi appare come una presenza, un attore involontario che insieme ad altri ignari attori compone un’antica danza, che si snoda fra le vie e i semafori a ritmo di antiche note di una vita che, chissà, mah, perché no si potrebbe vivere davvero, il tutto mentre io sto lì a bordo palcoscenico, immobile, con la perplessità di chi non sa quali siano i suoi passi.

    Aria di pioggia, aria di sguardi al cielo, aria di sottili pensieri e sentimenti che cercano di farsi largo fra la razionalità di chi è consapevole che ci sono troppe, sempre troppe cose da fare, e nessun tempo per fermarsi, no, non ora… perché se ci si fermasse si rimarrebbe indietro, e chissà come e quando si riuscirebbe a recuperare.

    Cose da fare, cose da fare, cose, cose, cose….. sotto questo grigio cielo.

    Né sole né pioggia, né temporale né neve, solo grigio.

    E quasi preferiresti pioggia scrosciante, o perché no grandine o il vento… perché sarebbe più facile decidere da che parte stare: se riparato da un ombrello, se sotto l’acqua, se rintanato in casa, se per strada sotto una tettoia a ridere o piangere o entrambe con perfetti sconosciuti che, come te, pensavano che oggi ci sarebbe stato il sole e sono usciti senza ombrello.

    Invece c’è solo grigio, e questa strana eco nell’aria, questa danza lontana di persone che sono accanto a te e sono comunque lontane.

    Alzi lo sguardo al cielo, ancora una volta, e mentre gli Alter Bridge intonano “blue skies turning grey” senti che ci sono momenti in cui il grigio è davvero difficile, opprimente, un grigio di divenire e di angosciante “non ancora”… non sai cosa ti aspetta, se una schiarita o una tempesta, o peggio se magari resterà così ancora per un po’ e tu sei lì, sotto questo color grigio piombo, a chiederti quale sia il tuo posto e cosa potresti fare per conquistartelo a parte, quotidianamente, cercare di Vivere.

    February 22

    ... più forte di qualunque pesante domenica

    Impostando la riproduzione casuale sull'mp3 a volte non si calcolano le eventuali conseguenze.
    Recentemente in fb gira un test da fare... selezionare appunto la riproduzione random e scorrere una lista di "domande"... la risposta ad ogni domanda sarebbe la canzone che di volta in volta il lettore musicale "pesca".

    Io vivo situazioni analoghe... la musica è una parte fondamentale della mia everyday life, e spesso accade che in risposta ai miei pensieri giunga proprio lei, la musica.. che mi parla attraverso le note, le melodie, i testi, i ritmi, le atmosfere che partono da un minuscolo aggeggino e risuonano in me maestosamente, con conseguenze a volte incredibili.

    In questa domenica così pesante, piena.. che dovrebbe essere tersa di rotte da percorrere, leggera di trame da tessere e preparare, di orizzonti da tracciare e costruire con impegno e pazienza... una domenica che si ritrova invece instrisa e aggrovigliata di tristezza, di rassegnazione di fronte a muri che avevo promesso di abbattere e che mi ritrovo a erigere io stessa, in risposta a cose troppo dolorose.

    Una domenica che è diventata di severa autocritica... non quella quotidiana e costruttiva però, perchè è partita da offese e pareri e giudizi limitanti, dove non c'è la gioia della condivisione e dell'espressione di opinioni con il fine del miglioramento proprio e altrui... c'è l'accusa, fredda, spietata... senza spiragli per la leggerezza della crescita, della maturazione serena, del superamento entusiastico della crisi... senza gioiosa scelta, anche magari di strade diverse.

    Ed ecco che arriva la risposta dalla musica... linea77 feat Tiziano Ferro, con "sogni risplendono" e poi il Liga, con "leggero".

    "leggero"... la conobbi a Bobbio, estate 2008... una vita fa. E allora ringrazi la tecnologia perchè mentre le casse intonano il loro incantesimo tu scorri le foto, i video... e ritrovi parti di te che avevi perso di vista.

    Un incantesimo, che risuona in me... i linea 77 con Tiziano mi fanno capire che "hai sensi che confondono, solo rabbia da estinguere... senti che rompi tutto ciò che hai intorno ma senza urto"... che "Senza aspettare più di subire il tempo tra le mani, Sogni risplendono... E non importa se tutto quanto è fermo intorno a te, Sogni risplendono"...

    E il Liga mi ricorda che, è vero, "ci son nuvole in certe camere, e meno ombrelli di quel che pensi"...ma anche che ci si può sentire "leggero, nel vestito migliore.. senza andata nè ritorno, senza destinazione... leggero, nel vestito migliore, nella testa un po' di sole ed in bocca una canzone".

    Desidero ancora quella leggerezza, voglio tornare a godere anche solo del sole nella mia testa, attaccarmi alla vita che ho, senza menate di dove ero e dove andrò, perchè è mistero... arrivare a non avere più ombre su di me, dentro di me... nessuna ombra più da uccidere o metter a tacere... nessuno più che mi falci e mi faccia perdere di vista chi sono... chiudere gli occhi ogni giorno con la sensazione di aver vissuto al cento 100%, anche sbagliando, ma mettendocela tutta.

    Non so bene quando ho smesso di farlo... forse quando ho iniziato a nascondere e proteggere dentro me cose troppo importanti per rischiare che venissero distrutte...

    Ma una cosa non esclude l'altra.. da oggi non più.
    Desidero esser più leggera.. e ringrazio la musica e i suoi incantesimi, che sono più forti di qualunque pesante domenica.
    January 31

    grandi e vivi

    ok.
    d'accordo...
    va bene.

    Per terra, di nuovo. Che male... e che scema sono.
    Mi chiedo se finirà mai... ma dalla regia mi dicono che, no, non finirà... perchè era scritto, nel contratto... in giallo, in piccolo e al contrario. "ce ne sarà sempre una" dice la scritta. "quando meno te lo aspetti, quando più le cose ti sembreranno andare discretamente bene, arriverà qualcosa o qualcuno a smuovere l'aria intorno a te... crisi. difficoltà. Perfino dolore."

    ok, io non avrò letto bene, ma certe volte mi chiedo chi è che ha deciso o considera che io sia abbastanza forte.

    Vivere la vita intensamente... a volte è davvero deleterio.
    Vai al massimo, giochi veloce, giochi duro, ce la metti tutta, ti rialzi sempre, cerchi di scivolare il meno possibile e, se cadi, tenti di non prender dentro nessuno, di non tirar giù nessun innocente o meno insieme a te. Dài. Dài tanto, dài tutto, o per lo meno ci provi.. Un po' di serenità, armonia, gentilezza, un grazie sincero, un sorriso in più, entusiasmo (!), la forza per te e a volte per gli altri di andare avanti nonostante tutto, la gioia della condivisione reciproca, la presenza, magari anche la rabbia e l'incazzatura ma sempre il perdono. Dolcezza dove c’è durezza. Leggerezza dove c’è pesantezza. Fiducia. Amore.

    Quando a lungo tutte queste cose ce le si conquista da soli, quando le si da tutti i giorni, spesso e volentieri anche a chi non se le merita, va da se che prima o poi te le aspetti. E quando una, due, tre volte non arrivano e le trovi lo stesso da sola… la quarta sei per terra. Qua, nessuno ha una >S< gialla sulla tutina aderente blu. Almeno, io no.

    Fa male. E allora che si fa? Si ringrazia di cuore la musica giusta, o la persona giusta, che arriva per riuscire a strapparti un sorriso prima di andare a dormire, con dentro solo la speranza che quando ti sveglierai starai un pochino meglio… e magari anche just qualche lacrima, per ricordarti che se soffri è perché sei viva.

    Forse davvero l'unica cosa da fare è DARE e basta... DARE. Punto.
    Altruismo. Senza aspettarsi nulla, giocando anche un po’ di pessimismo.
    Altruismo. Fiducia che tutto tornerà, che arriverà il girono in cui diremo che ne è valsa la pena.

    A volte è difficile vivere con il cuore… ma bisogna provare, e provare, e provarci ancora, con tutti noi stessi, credo. E capire, e perdonare. E rialzarsi, sempre. E non smettere di dare.

    Farlo, è essere grandi.
    E vivi.

    January 24

    ... nella speranza di...

    Ogni tanto mi chiedo se sia un caso che le persone vere, che “conoscono l’anima” siano quelle che in qualche modo, in qualche momento della loro vita, si sono trovati a soffrire davvero….

    Non una sofferenza di quelle comunemente comprese nel contratto con la Vita, quelle che fanno parte dei normali alti e bassi dell’esistenza… parlo di quelle sofferenze che ti fanno rivalutare tutto, di quelle che per quanto tu ci metta a superarle, tanto o poco che sia, ti lasciano un segno indelebile, da qualche parte là, tra lo sterno e la spalla, no non lì, intendo a sinistra, un po’ più in basso….

    Nel cuore.

    Come se per rendersi conto che c’è dell’altro, che c’è un nucleo di energia sottile dentro di noi, a prescindere da che la si voglia chiamare animo o in qualsivoglia altro modo…. Si dovesse soffrire. Come se l’unico modo per essere davvero coscienti del suo palpitare dentro di noi, sia quello di sentirla quando soffre, stride, urla, piange. Una volta scoperta, inoltre, et-voilà: non è più così semplice superare il dolore. Perché improvvisamente è presente in noi qualcosa che non si accontenta di qualche rimedio di fortuna per tornar alla gioia, alla vita entusiasta…. Bensì esige un bel po’ più di impegno.

    Davvero è l’unico modo per sentire che c’è energia in noi che la maggior parte delle volte ignoriamo?

    Davvero le uniche persone che puoi guardare negli occhi e vedere occhi VERI, sguardo AUTENTICO, luce.. sono quelle che soffrono, hanno sofferto o comunque sono passate attraverso esperienze durissime, poi superandole, o anche no, o quasi?

    Io spero vivamente di no.

    Ok, non è il mio caso, io “mi sono trovata” proprio dopo (o meglio durante) la sofferenza…

    Ma mi trovo, ora, qui. Desiderosa di poter credere che ci siano persone nel mondo che riescono a ESSERE davvero, a capire che in loro c’è molto di più di quello che si possa pensare, che non siamo solo iperfunzionali ammassi di cellule… senza soffrire.

    Senza che il dolore sia la condizione necessaria ma purtroppo mai sufficiente per arrivare a sentire che quel “di più” che ci illumina non è fuori di noi, introvabile, irraggiungibile del tutto, in alto, in cielo, da qualunque altra parte lo si collochi… ma che è soprattutto in noi.

    Se non la si trova in noi, quella “cosa in più”, non la si potrà mai riconoscere quando ci passerà davanti in un altro, in un’esperienza, in un “qualcosa” di superiore a noi…. Cosa crea la consonanza, se non c’è nulla in noi che può rispondere al richiamo?? E visto che c’è, in tutti, ne sono certa… come può rispondere se noi non siamo coscienti della sua presenza?

    Non so nemmeno perché queste mie riflessioni metafisiche finiscano sempre in qualche modo su facebook, o sul blog di msn… chiariamoci, parliamone una volta per tutte: non vorrei passare per un’aspirante piccola messia, che crede di “esser arrivata” e di dover quindi, perché no, illuminare menti altrui…

    Sono l’ultima degli scemi, qui lo confermo. Sono tremenda, e soprattutto non sono certo arrivata… spero di non arrivare mai. Spero ci sia sempre ancora qualche importante meta da raggiungere, qualche altra esperienza, qualche altro stimolo di crescita...

    Uno fortissimo l’ho avuto proprio stamattina, da una persona molto vera e profonda, un professore dell’Accademia di Brera… anche lui, esperienze dure dietro di sé. Spalle forti. 

    Solo per questo scrivo, credo. Solo per poter ringraziare con il pensiero, non so bene se il prof oppure la Vita, che mette al mondo persone che sanno ESSERE DAVVERO, che sanno dare sempre qualcosa in più, che sanno creare, cambiare la realtà intorno a loro, in meglio, sempre meglio. C’è davvero bisogno di esseri umani così, in giro.

    Nella speranza di essere anche io così, un giorno… vera, e sempre in cammino.

    M.

    January 03

    poche righe... per questo 2 gennaio

    Poche righe rivolte a Te....

    Nel "tuo giorno", o meglio nel giorno della tua scomparsa... c'è sempre un'energia particolare nell'aria.
    E oggi mi rendo ancora più conto di quanto io sia cambiata in un anno di vita.

    Un anno fa esatto ho tracciato una linea di demarcazione. Netta. Decisa. Invalicabile.... "Da qui non passerà più. Nè lei, nè qualunque altra persona voglia ferirmi e falciare il mio essere. Da oggi rinasco IO, da oggi inizia il viaggio per trovare ME"

    Un anno dopo... quanto è cambiato! Quanta strada ho fatto...
    Ciò che mi stupisce però... è che non ti sento così vicino oggi, come negli altri 2 gennaio da 9 anni a questa parte. Non sono così in contatto.

    Perchè? Non ci sei? O non ci sono io?

    Oppure forse per la prima volta prevale la presenza anzichè la mancanza.
    Forse non c'è più quel gran vuoto dentro di me, quella sofferenza lancinante che è sempre stata veicolo... forse ora c'è solo la certezza della presenza, della ricchezza, di ciò che di tuo è dentro di me e vive, ancora, e lo farà sempre.

    Forse per questo motivo non c'è più una vicinanza particolare nel giorno della Tua mancanza... non c'è più alcun disperato richiamo...

    Perchè siamo un'unica realtà, e lo saremo sempre. Vivi in me... può esistere vicinanza più profonda e vera?

    Grazie...
    con amore

    tua figlia

    January 01

    don't panic

    ... e arrivò l'anno nuovo!
    Ringraziamo educatamente il buon vecchio 2008, e salutiamo calorosamente questo 2009 intonso e pieno di fascino color argento e bianco-neve....

    Come sempre un nuovo inzio, come sempre non sappiamo inzio di COSA, come sempre ci sono propositi, desideri, magari addirittura mete precise, perfino paure... obbiettivi, orizzonti, prospettive...
    BEN 365 giorni tutti da vivere e scoprire, pieni zeppi di avvenimenti e di cose da fare... che dire? Don't panic and work hard!

    La preoccupazione più grande a volte è quella dell'esser soli in questa corsa, in questo viaggio... chi ha La Persona al suo fianco è sereno, magari innamorato e grato per questo, magari pensa a come proteggere questo rapporto, come far si che non finisca... ma quelli più preoccupati son sempre quelli che non hanno un compagno o una compagna di viaggio ben definita accanto a sè.

    Tutto ciò che mi sento di dire a riguardo è (alla faccia dell'originalità) una citazione, da un sms di una persona e me molto cara:
    - hai deciso di vivere, di viaggiare, non sai come nè dove, ma vuoi farlo... non fermarti per cercare compagnia, perchè la troverai viaggiando!-

    Insomma, cui prodest? A che pro disperarsi per la ricerca di una potenziale anima gemella perdendo magari di vista i nostri sogni e inciampando in incontri e delusioni tutt'altro che positive per noi?
    Le vecchie nonne dicevano: -incontrerai l'anima gemella, la persona giusta, quando meno te lo aspetti-.. e noi, iperscettici, alzavamo gli occhi al cielo... ma che può saperne lei (o lui), che ne sa, odio chi mi dice le cose solo per farmi star zitta.... e via discorrendo.

    Non posso scrivere "e invece avevano ragione", perchè fortunatamente anche il mio viaggio è tutto da scoprire... però posso dire che l'anima gemella, la persona giusta, non necessariamente giusta per il resto della nostra vita però quella giusta per il QUI-ORA... non è da rincorrere.
    E' da tener nel cuore come desiderio, insieme ai nostri sogni... essi se non costretti nè forzati si prendono cura di sè da soli.

    E allora arriva, per ciascuno di noi... quella persona che sa capire e amare e rispettare tutto ciò che siamo, le cose belle e le cose brutte, la nostra natura, per quanto magari atipica, folle, indipendente e amante della libertà sia... la persona giusta non è un'ostacolo all'indipendenza, non è una minaccia alla nostra libertà. Con la persona giusta la sensazione che si ha è esattamente quella di poter spiccare il volo, liberi, insieme, da un momento all'altro.

    La sensazione più bella di tutte....

    Auguro questo e altro a tutti, per questo 2009.
    Testa e cuore per capire che non esiste la solitudine se si crede al sentimento vero. E stomaco forte per reagire al panico che ogni tanto umanamente ci investe...

    DON'T PANIC! :)
    December 26

    (lo scritto è del 24...)

    Eccoci… è Natale, once again.
    Non posso dire di non essermene accorta, però ho un po’ saltato a piè pari la fase delle viette illuminate, dei regali da trovare, dei caroselli fuori dai negozi, del freddo alle mani e delle nuvolette di fiato mentre fa sera e ti devi muovere perché eri uscita per trovare un regalo per la tal persona e ne hai trovati 5 per tutt’altre persone… regali fatti, certo. Pochi, e mirati. Dei simboli, as usual.

    Più che altro come ogni Natale sento l’anno finire… sarà tutto questo buio, sarà il freddo, sarà l’aria casalinga e da “vado-in-letargo-ci-vediam
    o-l’anno-prossimo” dovuta alle seppur brevi vacanze… e comincio a tirare le somme, comincio a chiedermi che ne è stato di questo 2008… Bello? Brutto? Importante? Incasinato?
    Mi vien da sorridere, ogni volta rimango inesorabilmente impigliata in questo tipo di ragionamenti assurdi, ben sapendo che ogni anno è importante, ogni anno ha visto cose belle e brutte, casini e cose andate invece lisce come l’olio (quantitativamente di meno, però ci sono anche quelle : )

    Però ogni anno è anche diverso.
    Quest’anno, in particolare è… diverso.

    Un anno fa ero una bussola impazzita… una sveglia troppo a lungo caricata, che voleva partire ad ogni costo, che doveva trovare il suo sentiero, segnata dai drammi più o meno famigliari… una ragazza fragile e smarrita che aveva bisogno di credere che esistesse la felicità anche per lei… che aveva bisogno che arrivasse qualcuno a mostrarle che la vita valeva la pena, che la felicità esiste, che non esiste solo la solitudine ma anche l’amore vero, assoluto. Una ragazza che voleva vivere di cose vere.

    Ed eccomi qui… un anno più tardi, a dire che ci sono, che sono qui, e che vivo di cose vere.
    Non ha importanza chi, non ha importanza come (o meglio non ha importanza scriverlo qui) è davvero arrivato, a mostrarmi la bellezza pura, il sentimento vero… quello “a prescindere davvero da tutto il resto”… come sempre le persone da ringraziare sono molte, spero in parte di averlo fatto.

    Ma ce n’è una in particolare.
    E' a quella persona che va il mio pensiero, sopratutto stasera, in questa magica notte di vigilia, in attesa di festeggiare il giorno dell'Amore...
    E' quella persona che voglio ringraziare, ancora una volta, per tutto quello che fa.. per quello che è.

    Perchè, a prescindere da tutto, sappia che ieri è storia, da ringraziare in tutto perchè ci ha portati qui... che domani è mistero, e non ci è dato di sapere che cosa sarà.

    Ma che, soprattutto, oggi è dono. Emozione. Sentimento. Bellezza. Verità. Desiderio.
    E non è tanto per citare Kung Fu Panda -che poi, perchè no???- ma per dire che vale sempre la pena credere nella vita. Nelle cose vere. Nell'amore.

    Un anno fa non l'avrei mai detto... non conoscevo nulla di tutto ciò. Non ci credevo.
    Oggi posso dirlo. Vorrei urlarlo, ma non si può... tutto a suo tempo.
    Però posso dirlo. Ecco cosa mi ha portato questo 2008.

    E direi che non è poco. E che è meraviglioso. Ringrazio per questo.

    Quindi... TANTISSIMI AUGURI DI BUON NATALE E DI UN MERAVIGLIOSO 2009 A TUTTI...
    un abbraccio...
    November 29

    ... mai

    Due mesi fa, il 27 settembre, scrivevo sul mio diario quanto mi sentivo felice e viva.

    Scrivevo della mia gioia, dell’entusiasmo, dell’allegria, dell’ottimismo che inondavano le mie giornate… scrivevo “chissà da dove arriva tutta questa bellezza?”… ma conoscevo perfettamente la risposta…

    E ringraziavo.

    Ringraziavo i “miei soli”, quelle persone che fanno parte del mio universo, quelle stelle tuttora presenti, attive e luminose vicino a me, e anche quelle più lontane, perse un po’ di vista, un po’ per caso, un po’ per volontà, ma che sono sempre presenti nei pensieri… e infine anche quelle stelle che non ci sono proprio più.

    Ringraziavo.

    Oggi, a due mesi di distanza… in una giornata di freddo inverno, con ancora qualche pozza di neve qua e là, sotto questo cielo grigio e quest’aria natalizia, satura di silenziose aspettative, desideri, sogni… mi chiedo che senso ha tutto questo.

    Anche l’entusiasmo più forte e vero prima o poi non regge i colpi, o forse arriva a non volerli reggere.

    La gioia più alta può precipitare, insieme a una lacrima, frutto di dotti lacrimogeni troppo poco orgogliosi.

    L’ottimismo più convinto e radicato lascia spazio ad una altrettanto radicata sensazione che il mondo sia pieno di ccccoglioni…

    E non sono arrabbiata. Mamma mia quanto mi piacerebbe esserlo… e invece no. No, perché quel vecchio meccanismo che mi ha sempre salvata è ancora li, funzionante… era pronto, il maledetto, quasi come se avesse sempre saputo che prima o poi avrei avuto ancora bisogno di lui.

    Troppa bellezza. Troppe cose vere e importanti e rare e preziose per lasciarsi vincere.

    Troppe persone che credono ancora in me, che tentano di donarmi momenti e emozioni stupende, anche se a volte non sono nemmeno tanto in grado di riceverle, anche se mi chiudo a riccio, anche se a volte pur di allontanare tutto e tutti graffio e ringhio e mi accoccolo con me stessa e basta, nel mio amato silenzio….

    C’è chi crede in me. Ancora e nonostante tutto. E hanno tutta la mia ammirazione per la pazienza, e la mia gratitudine perché non so cosa farei senza di loro. Ed è per loro che ci si tira su, sui gomiti se necessario… e si passa sopra a tutta questa gran manica di imbecilli, a tutte queste delusioni, a tutta questa fatica a volte ignorata, altre volte perfino derisa…

    Non mi lascerò mai fermare, non mi lascerò mai controllare né giudicare, soprattutto da chi mi chiede “come stai?” e non è interessato nemmeno ad ascoltare la risposta…

    E mi rialzerò sempre, tirerò sempre su il mio sguardo assetato di bello, quei miei occhi che cercano il vero, il profondo, l’autentico… la mia criniera sarà sempre libera al vento, le mie gambe sempre forti per galoppare lontano, fino all’orizzonte… sempre pronte a tirar giù a calci porte ingiustamente chiuse, a saltare steccati, a correre in aiuto, a camminare nel sole, serena.

    Il mio collo sarà sempre pronto a scrollarsi di dosso tutte le menate, il pessimismo e le delusioni… e piangerò, di cose brutte e di cose belle spero...

    Ma se non urlerò la mia rabbia, se non mi scaglierò alla gola di chi mi fa tanto male, se non indirizzerò mai a nessuno il mio odio, se continuerò a non saper portare rancore… sarà solo per due motivi:

    Il primo: a volte proprio non vale la pena di sprecare energie in queste cose... soprattutto, non per certe persone.

    Il secondo: c’è qualcuno che mi ha insegnato che la vita deve essere gioia, vissuta con il sorriso a ogni costo, e che solo noi possiamo decidere che sia così.

    Quindi… ancora una volta, potete scordarvi di vendermi per terra, potete scordarvi che io stia zitta, potete scordarvi di portarmi via il mio entusiasmo.

     

    Ancora una volta… potete scordarvi che io mi arrenda.

    October 16

    ... grazie!

    Energia.

    Una parola che tutti abbiamo sentito almeno nominare nella nostra vita…

    Magari a scuola, quando ci spiegavano che gli elettroni viaggiano dall’estremità con polarità negativa a quella con polarità positiva, creando corrente elettrica e liberando energia e calore…. Oppure quando gli omini del cartone “siamo fatti così” ci dicevano che i carboidrati forniscono l’energia necessaria al nostro corpo per muoversi etc…

    Ma possiamo metter da parte sia omini che elettroni perché io non parlo di quell’energia… parlo dell’altra.

    Avete mai privato ad ascoltarvi ed ad ascoltare qualcosa di + sottile del suono…? Sapete, si può.

    Ci sono momenti speciali, persone speciali, eventi speciali… dettati in teoria dal caso e in pratica da “qualcosa”, per quanto misteriosa, per quanto inspiegabile….. tutte quelle cose troppo perfette e vere per poter essere dettate dalle semplici coincidenze… cose importanti. 

    Le righe che scrivo oggi,come sempre di corsa, come sempre al volo prima delle mille attività alle quali ogni permettiamo di assorbire –appunto- tutta la nostra energia di esseri umani che sono sempre più esseri e invece talvolta davvero poco umani, sono per ringraziare tutti quei piccoli gesti, istanti, persone che ogni giorno ricaricano le mie pile… che mi danno energia. 

    Un sorriso

    Un abbraccio

    Uno sguardo

    Un discorso sincero

    Una pizza consumata, alla fine, solo in 4… però decisamente speciale

    Una sana birra in compagnia

    Il mio insostituibile compagno di caminetto e cioccolata

    Il concerto dei miei soci, e le loro instancabili richieste per la mia presenza (che pazienza hanno)

    Parole come “mi manchi”, “ti voglio bene”, “scusa” o “aiuto”

    Una tavoletta di cioccolato fondentissimissimo regalatami, poi condivisa

    Un sms inaspettato, dopo anni

    Una lettera trovata nella cassetta della posta con un regalo da parte di qualcuno che non può nemmeno camminare o parlare ma che si ricorda di una ragazza che ha fatto l’educatrice durante la sua settimana a Bobbio…

    Il mio “babbo adottivo”, che ho ritrovato sfidando mutamenti di spazio e tempo…

    Una caffè preso ai tavolini del Bar Brera, con una ragazza speciale, dall’accento strano, che ha gli occhioni azzurri a forma di cuore e che mi riporta una frase come “sei la sua migliore amica qui…”

    Una certa mia coppia, che non esce mai dagli spogliatoi senza di me, che si prende con me le urla del custode (cose tipo “oh, io spengo le luci!!!!”) e che poi si ferma lo stesso, capelli bagnati e borsone alla mano, a chiacchierare al freddo finchè la stanchezza non ha il sopravvento…

    La mamma di un amico-fratello, solare e entusiasta nonostante tutto e tutti, che mi porta con lei a far scultura, in una casa che sa di magico, piena di civette e tartarughe, con una persona altrettanto magica….

    Tutte le persone che mi cercano quando sono in difficoltà, che mi permettono di far qualcosa per loro, che sono giù quando io sono su e viceversa, facendo si che nessuno di noi sia in realtà mai solo…

    I miei compagni di dis-avventure a Brera, che insieme a me sfidano professori, piani di studio, orari impossibili, lezioni, moduli, esami….

    Brera stessa, che mi sta decisamente temprando con le sue quotidiane follie

    La pallavolo, che mi permette di avere una valvola di sfogo, al fianco di persone speciali e anche di persone che potrebbero potenzialmente esserlo…

    Il disegno, che è il mio “potere di dar forma ai sogni”, che mi permette di dire il mio, di esprimermi, far ridere o piangere o piangere dal ridere, che mi fa sentire autentica

    E, infine, la musica… che non ha limiti né confini, che abbatte distanze di tempo e spazio…

     

    Tutto serve, anche le peggiori esperienze… nulla è a caso… e tutto ciò che ci circonda e che diamo per scontato può diventare un incredibile carica-energia, se solo lo desideriamo, se solo impariamo a vivere con un po’ + di testa e cuore… Non sto scrivendo da tanto … in fondo è vero, siamo più comunicativi quando non siamo del tutto sereni, quando siamo in difficoltà su uno o + fronti… allora oggi mi son portata in pari con gli arretrati.

    Un po’ per rassicurarvi che son da qualche parte, viva, vegeta e attivissima…

    Un po’ per giustificare la mia assenza passata e quella futura con un semplice: 

    . . . . . non scrivo + così spesso perché sto davvero BENISSIMO. :)

    un abbraccio a tutte le superbe meteore… a presto

    October 05

    riflessioni sulla teoria "Zeno Cosini" di ua certa amica...

     
     
    Avete presente, spero, "La coscienza di Zeno", il cui protagonista è Zeno Cosini, vero? Ecco.
     
    Quanti Zeno Cosini incontrerò ancora nella mia vita? (citazione necessaria...)
    Quante persone, amiche e compagne, dovrò ancora guardare negli occhi, capendo che riesco ascorgervi dentro solo molta delusione, dolore, paura e insicurezza?
    Persone ferite, spaventate, abbandonate per inettitudine da persone con una recidiva incapacità alla scelta e al mettersi in gioco, da "inetti, inadatti alla vita"... eterne Augusta Malfenti, fiduciose e innamorate, cieche un po' di per sè e un po' per + o - cosciente scelta....
     
    E qui mi sento un sacco chiamata in causa... quindi, come ho scritto altrove, dirò che dopo una serata (o una vita) così, ci son poche cose da tenere bene a mente:
    - che per quanto si possa essere ferite e spaventate dal morbo "Zeno Cosini" non si deve mollare....
    - che ormai l'inettitudine ha preso piede un po' ovunque, ma non dobbiamo certo permetterle di prender piede anche in noi, arrivando a regredire pur di tappar qualche stridente falla sentimentale della grandezza di Giove...
    - che per quanto fragili siano le nostre autostime dopo tante speranze infrante e aspettative deluse VALE ANCORA LA PENA CREDERCI...
     
    E non tanto per far le toste, o le testarde, quelle che vanno avanti sempre e comunque, come dei treni, con i paraocchi, quasi ormai insensibili a ciò che accade intorno a noi... ma magari fossimo un po' + "rocce scivolose" e un po' meno "spugne"... forse riusciremmo a uscir un po' meno malconce dalle nostre tempeste... invece no...
     
    quindi, non tanto per giocare alle "arieti", ma perchè è proprio quella cieca fiducia, quell'appellarsi a dei valori e dei sogni + grandi degli sbagli nostri o altrui, quel nostro essere "spugne" un po' sentimentali e bisognose di "altro", un po' indipendenti e profumate di libertà e orizzonti..... che ci rende ciò che siamo, che ci rende uniche, ci rende piene e vere....
     
    forse si, forse per tutti gli Zeno Cosini di questo mondo siamo "troppo"... ma non esistono solo loro...
    e nel frattempo, nell'attesa che arrivi qualcuno che possa volar con noi, nè sospinto nè rincorso, ma semplicemente al nostro fianco.... possiamo vivere nella certezza di essere persone che sanno di buono e di vero, che danno tanto e  che valgon la pena, pur nei loro umani e importanti errori... foss'anche solo perchè CE LA STIAMO METTENDO DAVVERO TUTTA.
     
    dedicato alle socie che, come me, in questo momento barcollano un po' sotto il peso dei cocci di speranze, infrante.... never Give Up
     
     
    September 19

    Elisabeth Kubler-Ross, L'anello della vita

    .... eccomi! Rispondo prontissima all'appello di un caro socio di Brera, che propone sul suo blog un "angolo recensioni" per lasciare anche nel mio spazietto un segno dell'ultima mia lettura, conclusasi (esiste "conclusasi????) circa un'ora fa.
     
    Si tratta de "l'anello della vita", di Elisabeth Kubler Ross. Cercherò di dire qualcosa circa quest'opera, tentando di far si che il mio commento a riguardo assomigli il meno possibile a ciò che si trova scritto sull'interno o sul retro della copertina, e sia invece molto+simile a qualcosa nato da me stessa, da quello che quest'autrice mi ha lasciato.
     
    Innanzitutto si tratta di un'autobiografia, il che non è da trascurare. E' un lucida, serena, trasparente esposizione di ciò che ha fatto nella sua vita, fin dai primi secondi, quando era solo un "cosino di un chilo", terza di tre gemelle, che tutti davano per spacciata, troppo piccola, troppo fragile.
    Ma non è solo il racconto di una vita. E', secondo me,il racconto della Vita (V maiuscola, non è un caso), il che sembra un po' un paradosso visto che nella sua esistenza la Kubler si è dedicata soprattutto al tema della Morte, e alle persone giunte proprio alla fase finale della propria vita... così tanto e con tanta passione e dedizione da essere diventata la più amata e rispettata ma, anche, contrastata e contestata autorità sullargoento, a livello internazionale.
     
    Ma non è quanto è diventata famosa, o in quante Nazioni ha tenuto convegni o quanti libri ha scritto proprio su tutto questo ad avermi colpita.. Mi ha colpito la vicinanza, la passione, la serenità e la sincerità che trasuda dalle sue parole, dalla sue riflessioni, per quanto a volte sembrino incredibili o folli. Il suo messaggio è un'evoluzione, nasce all'inizio del libro, insieme a lei: io, cosino di un chilo, voglio vivere. Poi si evolve: Terza di tre gemelle: CHI sono io? Qual è la mia strada? Poi una presa di posizione: nessuno potrà decidere della mia vita al posto mio. Detto ciò la Kubler inizia il suo viaggio, un viaggio lunghissimo, di tutta una vita. Ma il messaggio si evolve ancora, alla luce delle esperienza vissute tra ospedali di guerra e istituti pschichiatrici: l'unica risposta agli interrogativi della vita sono il rispetto, l'amore e la carità, tre cose che lei ha sempre donato in modo incondizionato, pieno, luminoso, sincero.
     
    Alla fine del suo viaggio, ormai totalmente dipendente dagli altri a causa di una paralisi dovuta a un ictus, capisce che anche questa è un'altra lezione da imparare. Ne scrive, pubblicando così i suoi ultimi libri, tra i quali questo. Vuole lasciare dei messaggi, vuole che ciò che ha imparato possa aprire le menti e i cuori degli altri. 
     
    E' un messaggio di speranza. Un messaggio forte, universale, al di sopra di tutti i conflitti e di tutte le "diversità", che forse si può riassumere così: tutte le difficoltà della vita sono un dono, servono per crescere, unico scopo della vita. Bisogna vivere, fino in fondo, facendo solo ciò che amiamo fare e che sentiamo giusto per noi, per quanto sembri duro e impossibile. Se si è disposti a impegnarsi nel realizzare i propri sogni, se si vive in modo giusto, i nostri stessi sogni e i nostri stessi obbiettivi giungeranno a noi. Il caso non esiste. La morte non è qualcosa da temere... ma dipende e dipenderà sempreda come avete vissuto.
     
    Un libro profondo ma mai pesante nè noioso. Questo è ciò che mi ha lasciato la lettura di questo testo.
    lo consiglio vivamente.
     
    baci
    September 14

    voglia di cose Vere... e allora forse il mio posto non è qui

     

    Sentimenti contrastanti questa sera, in questo 14 settembre terribimente freddo... Giornata abbastanza rientrante negli standard: pseudopreprazione dell'esame di domani, un po' di cazzeggio su faccia-libro e MSN, pranzo con la famiglia, ancora pseudopreparazione e infine cinema...

     

    "X-files, voglio crederci", con un Mulder Fox sempre + determinato a credere in tutto e tutti e una Dana Scully sempre più determinata a non farlo, e amare Mulder per il fatto che lui lo fa... con una trama che sa quasi molto più di CSI e molto meno di Xfiles se non fosse per il dettaglio che c'è un prete pedofilo MA sensitivo e dei cani CHE PERO' hanno due teste...

     

    Mah... dopo film così, che ti lasciano un po' l'amaro in bocca, che cercano di metterti la pulce nell'orecchio circa le stranezze e i sotterfugi che avvengono nel mondo e che vengono etichettati come "bahtantononsisapràmailaveritàquindiperchèoccuparsene", accendi il pc, ti colleghi e leggi che a Milano hanno ammazzato un ragazzo di colore a sprangate e che Bossi alla Festa dei Popoli Padani ha detto che "tutti devono essere trattati allo stesso modo" (-eccesso di tosse- ... e le.. coff coff.. leggi ad.. coff.. personam?.. coff.. ) e che "in aula conteremo chi è nostro amico e chi è nostro nemico, e sarà per sempre" (che sarà? Un invito collettivo per il tè delle 5 o uno sfrontato "o con me o contro di me”?) … ancora violenza, ancora rapporti di forza e pugni serrati contro tutto e tutti.

     

    Ed è allora, quando raggiungo i più alti livelli di saturazione, che mi fermo, mi appoggio alla sedia e cerco di non esplodere dalla rabbia e dalla frustrazione...

     

    Mi sento una minuscola goccia di acqua, persa in un oceano troppo grande... Ho neanche 20 anni, e conduco una vita insopportabilmente normale… Non mi manca pressochè nulla, forse solo un po' di autostima, ma di certo non mi mancano nè una casa, né il cibo, nè i vestiti, nè i libri per studiare... sono in salute, non rischio che una bomba mi cada in testa mentre dormo, la mia famiglia non è dispersa a causa dell'uragano Ika, e nessuno mi prende a pugni e calci, ma forse se io fossi un canguro qualcuno lo farebbe...

     

    E mi chiedo che cazzo di senso ha... (scusate, ma la signorilità a un certo punto s'ha da mettere da parte) Che senso ha che io domattina mi alzi alle 7, apra il frigo pieno come sempre, faccia colazione, prenda la mia macchina e poi il treno e vada a Milano, capitale delle vite frenetiche vissute da persone con in testa solo l’ultimo status simbol acquistato, le stesse persone che magari poi si lamentano anche delle loro incredibili sfortune… per fare che cosa? Per dare un esame all'Accademia di Belle Arti di Brera, quando l'ultima cosa di cui mi sembra che il mondo abbia bisogno in questo momento sia proprio di Arte, di qualche altro (pardon) imbecille che soffi in un palloncino e che lo dichiari “fiato d’artista”, rendendolo non + quello che è (un palloncino gonfiato a fiato) ma un’eccelsa opera d’arte del valore di migliaia di euro …

     

    Mi sento persa. Mi sento persa perché per quanto schifo ci sia anche qui, sono comunque fortunata… e vorrei poter far qualcosa di questa mia fortuna, di questa mia testa, di questa mia possibilità di studiare e lavorare… qualcosa di buono, qualcosa di utile, qualcosa che tenda alla vita e in onore alla vita… Banalmente e prevedibilmente i primi pensieri vanno alle associazioni ambientali, umanitarie, di assistenza sociale, alla medicina… a tutti quei piccoli punti di questo oceano che cercano di far del buono, un po’ controcorrente… poi penso perfino alle forze dell’ordine e ai politici… a quelle persone designate per assicurare il benessere delle persone, per permettere di condurre una vita retta e onesta, un’esistenza di impegno e soddisfazioni… e francamente mi sembra che le cose non vadano esattamente così… chi non desidererebbe di essere lassù, e avere i mezzi e la preparazione culturale per poter cambiare le cose, per farle andare meglio…?

     

    Io, specialmente dopo giornate così, arrivo a desiderarlo così tanto da sentirmi veramente male… tanta bellezza rovinata, tanta disuguaglianza che noi stessi ricerchiamo più o meno consapevolmente… dove abbiamo imparato a dividerci così??? Se mai ci trovassimo dalla parte di quelli meno fortunati non penso che troveremmo le nostre stesse idee poi così giuste e inattaccabili.

     

    Sogni, pensieri complessi e troppo grandi per una sola persona, per una sola sera, per un solo stupido intervento blog…o forse sono solo vaneggiamenti di un’adolescenza un po’ saltata a piè pari e un po’ tardiva e cocciuta, che non vuole lasciare posto all’età adulta che sta bussando, che è lì, in attesa che io le apra e che accetti la mia vita brianzola, il mio futuro da lavoratrice-casalinga-moglie-madre…

     

    Ma non posso far a meno che pensare che se sto così male, se vivo con così tanto dolore questa mia fortunata vita forse significa davvero che non è qui il mio posto... forse tutti gli orizzonti di cui sento di avere sete aspettano solo che il lato più egoistico di me rinunci del tutto a questi agi, sconfigga la paura di sbagliare e prenda una zaino in spalla per partire… per far qualcosa che valga la pena…

     

     

    Per la mia vita da superba meteora, piuttosto che da sonnolento e perseverante pianeta.

    September 11

    e ancora una volta, la musica parla per me...

    Che cos' ho ? Forse ho voglia di te
    Ma non riesco a trovare un fiammifero
    Per guardarmi dentro
    Non lo so cosa voglio però
    Ad ogni modo allora cos'è
    Tutto questo tormento che mi brucia dentro
    Cos'è


    Che cos' ho? Forse cerco qualcosa o qualcuno
    Che mi porti via

    Vivo perduta nel mare (della mia fantasia)
    Ed ogni notte un dolore (che col sole va via)
    Io lo so,è una vita che questa mia vita
    Va avanti così

    (In vacanza da una vita, Irene Grandi)


    .... la voglia di "te" è ormai definibile generica... troppe delusioni, troppi goffi scivoloni nell'ambito "ometti" per avere ancora un "te" preciso, definito e certo in mente... è più una voglia di un "te" che valga la pena, di un "te" con quel qualcosa di speciale, che mi faccia tornare la voglia di mettermi in gioco per qualcuno, di mandare di nuovo a monte i miei pensieri, tornare ad avere le paralisi facciali e lo sguardo perso e sognante di chi ha riscoperto qualcosa di incredibilmente magico... per ora comunque la delusione è troppa, e i miei piedi son ben piantati a terra. Un po' + sicuro, si , però...

    ... che non riesca a trovare un fiammifero per guardarmi dentro è assolutamente vero! Ho bisogno di districare un po' di ingarbugliamenti di emozioni, di pensieri... fissare nuovi obbiettivi per poter finalmente partire.... ma, appunto, non vedo bene... è buio... chi mi accende la luce??? "non lo so cosa voglio" ma allora perchè sento "tutto questo tormento"???? Voglia di equilibrio, di viver serenaaaa...

    " CERCO QUALCOSA O QUALCUNO CHE MI PORTI VIA.... "

    "Vivo perduta nel mare della mia fantasia"... fatta di sogni su un futuro che spero migliore, che penso pieno di orizzonti e bellezza, ma che fatico a caricare ancora di aspettative, non ne ho la forza... e "ogni notte un dolore che col sole va via", dove il sole sono le persone che vivono insieme a me, che mi regalano ogni giorni nel loro piccolo tanta voglia di vivere, di fare, di correre... che hanno sempre una parola speciale per me, uno sprone alla vita... i miei "soli", i miei fratelli, sorelle e il mio papà adottivi. Grazie.

    "io o so èuna vita che questa mia vita va avanti così"...

    ma ora credo sia giunto il momento di dare una spallata alla routine, e piantarla con questa signorilità contemplativa molto alla Bovary perchè "si, lo so, lo sapete, sono in crisi", e darsi una mossa, per davvero.

    COURAGE... che sta "solo" iniziando un nuovo anno (non so per voi, ma per me a settembre inizia il nuovo anno, non tanto a gennaio... no???)


    August 31

    Tempo.

    Tornata dall'ulteriore settimana a Bobbio piacentino, tra cavalli e disabili gravi...! Qualche graffio da scontro con gli psichiatrici, muscoli indolenziti dalla preparazione atletica iniziata giovedì, faccino un po' duro e cupo per scontri (invece) terribilmente quotidiani in famiglia. Come si dice? Aria di casa? Ecco.
     
    Tempo.
     
    Non faccio che pensare al valore del tempo per me, in questo periodo. Basta un istante perchè la tua vita cambi, mentre altre volte un'intera vita non ti basterebbe per fare quelllo che devi.... o per trovare un coraggio che non hai nemmeno la forza di cercare.
    Bobbio mi ha insegnato che basta un attimo per perdere un bimbo, perchè una corrozzina si rovesci, perchè un cavallo scalci, perchè si dica la cosa sbagliata al momento sbagliato, perchè ci si trovi invece nel posto giusto al momento giusto.
    E dopo Bobbio continuo a imparare. Un istante, una persona, un incontro possono rendere vani gli sforzi di intere settimane, gli sforzi di andare avanti, gli sforzi di crederti cambiata, diversa, migliore, gli sforzi di dimenticare. Serve tempo, ma a volte non basta, Come per gli esami, come per la pallavolo, come per la famiglia, come per tutto.
     
    Tempo... datemi tempo. Ho bisogno di tempo, per trovare equilibrio, ispirazione, forza, conferme...
     
    August 12

    ... disgustata.

    Ci sono giorni in cui si arriva a desiderare di non saper leggere, di non avere almeno tre mezzi di comunicazione diversi sempre a portata di mano –internet, tv, giornali…- tramite cui ci giungono notizie dal mondo fuori dalle 4 mura di casa nostra.

    Ci sono giorni in cui vorresti evitare di venire a sapere le cose, arrivi a desiderare l’ignoranza, quel placido e tranquillo disinteresse che pare essere la posizione di vita che va per la maggiore…

     

    Perché non puoi credere che certe cose che senti siano davvero avvenute, che non siano una specie di grosso pesce d’agosto in ritardo, un maldestro tentativo dei giornalisti di buttarla sul tragicomico…

     

    No. Son cose successe davvero.

    Una madre ha davvero fatto morire di fame suo figlio perché non diceva “amen” alla fine dei pasti. Poco importava se il bimbo in questione avesse meno di due anni (21 mesi), poco importava che non potesse capire che la formula in questione era un pilastro basilare per la setta alla quale apparteneva la donna. No. Eh no, eh. Questo bambino è un demonio. Lo si fa morire di fame, così impara, lo si rinchiude in una bella e praticissima valigetta di plastica e lo si lascia lì un paio di mesi, in castigo. E la madre? Udienza rinviata per eventuale rilascio su cauzione perché, poverina, in passato era stata rinchiusa in un ospedale psichiatrico, e voilà… “ecco qui, due mesi di libera uscita, così distende bene i suoi nervi, signora, e torna bella fresca e riposata”…

     

    Ma non finisce qui… perché le 22 di questo martedì sera portano notizie anche di un 13enne francese DIMENTICATO in un suv dai genitori che, tornati all’alba da un party, non hanno voluto turbare il sonno del loro cucciolino, addormentato sul sedile… peccato che il cucciolino si sia svegliato per il caldo, e che abbia inutilmente e chissà per quanto tempo cercato, invano, di aprire la macchina-forno dall’interno. Ah, efficientissimi i sistemi di sicurezza dei suv. Ah si eh! E infatti. Morto di caldo.

     

    Infine, proprio perché le facciamo in grande, noi, le cose, ecco che giunge un video americano girato in Iraq… mostra una donna che cammina, con un cesto sulla testa, e che scampa ad un’esplosione per un pelo… ragazzi, abbiamo anche la colonna sonora, e di alto livello.. come musica di background ci sono infatti gli echi di risa dei soldati americani, divertiti dal terrore e dallo spavento che questa donna prova… <se l’è proprio fatta sotto… muahahahahah>

     

    Bravi noi, vero? Rimango basita.

     

     

    Ecco il video: http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_b169aeb2-6887-11dd-859b-00144f02aabc&vxBitrate=300

    … potrebbe essere scaduto il link del corriere, ma nel frattempo avranno messo il video su youtube.

     

     

    August 11

    Rieccomi... Ma non come prima

    Sabato sera, o meglio… domenica mattina, ore 00.56

     

    Eccomi, è il momento. Sono passati 3 giorni dal mio ritorno, penso sia il numero di giorni necessario per rielaborare decentemente un’esperienza. 3 giorni. Mi piace il numero 3. E’ il momento di scrivere qualcosa sulle 3 settimane e 3 giorni più piene e vive della mia vita… visto? Numero 3 dappertutto. E’ proprio ora.

     

    Dunque… Ero a Santa Maria di Bobbio (Piacenza), in una scuola adibita a “casa vacanze” dove ho abitato dal 12 luglio al 6 agosto, insieme a circa una 20ina di ragazzini alla settimana, compresi i disabili lievi, e altri 10 educatori circa… la maggior parte dei ragazzi si sono fermati una settimana, altri ne hanno fatte due... per gli educatori idem, tranne gli “strutturati” che sono ancora li ed erano lì da prima del mio arrivo… sarei dovuta tornare alla fine delle tre settimane per “ragazzi &disabili lievi” ma poi ho deciso di fermarmi come volontaria agggratis per altri 4 gg, con solo disabili gravi, casi psichiatrici etc etc.. ed è stata una scelta che mi ha permesso di vivere dei momenti indimenticabili, proprio come le altre settimane.

     

    Per quasi un mese insomma VITA = bambini, maneggio, giochi, laboratori artistici, 8\9 cavalli, 1\2 cuochi che mi sommergevano di ottimo cibo, cielo, sole, stelle, colli piacentini, mai più di 5 ore di sonno per notte e nostalgia della lavatrice.

     

    Lì… grazie ai ragazzi, ai disabili, a tutte le persone che ho incontrato.. ho imparato cosa significa vivere sul serio, fino in fondo…

     

    Ho imparato la leggerezza e la trasparenza che solo i bambini ti sanno insegnare, l’illimitato potere di un sorriso… la paura di non esserci al momento giusto…

    Ho imparato come è difficile superare il timore del donarsi completamente ad un’altra creatura, fosse anche solo per darle tutte le attenzioni di cui ha bisogno, ma ho anche imparato che quando ci si riesce viene spontaneo ringraziare, non importa chi o cosa, però si ringrazia di avere la fortuna di poter vivere momenti come quelli…

    Ho imparato quanto diamo per scontato la libertà, di pensiero, azione, movimento… e quanto spesso usiamo per fare del male anziché del bene queste fortune…

    Ho imparato che ci sono creature che hanno il potere di farti sentire necessaria e al tuo posto come null’altro riesce a fare..

     

    Lassù ho potuto vedere con i miei occhi come persone che + di tutti potrebbero occuparsi solo di se stesse, anche per via delle loro condizioni, siano invece le prime che si preoccupano per gli altri… frasi come “non puoi farmi fare tu i miei bisogni, sei troppo piccola, sei troppo come una figlia o una sorellina” dette da un disabile grave che non riesce nemmeno a stare seduto… ti riempiono il cuore, ti fanno capire che esiste ancora qualcosa di vero, un amore più profondo in cui vale ancora la pena di credere, un amore che non conosce differenze di età, condizioni, affinità caratteriale, pregiudizi…

     

    Certo, non ho imparato solo cose belle… ma ringrazio anche di questo, perché le cose brutte sono le prime a farti crescere, sono le prima che ti fanno capire che tipo di persona vuoi essere. Per esempio… io amo i cavalli, ho ritrovato moltissimo questo mio interesse lavorando a stretto contatto con loro… ma l’ambiente del maneggio per certi versi mi disarma e mi manda il sangue alla testa… costi incredibili, frasi tipo “non so quanto costino i miei cavalli ma tanto paga papà”, tutti che si passano tutte… voto zero. Non s’affronta proprio. Essere interessata a persone di questi giri ti fa sentire inadeguata prima, sbagliata durante e contenta dopo, quando riesci a starne fuori…

     

     

    Fortunatamente il mondo è piccolo, e tra gli educatori sono riuscita ad incontrare un compagno di liceo mai visto prima, un’amica di un carissimo amico genovese compagno di uni, un’allenatrice di pallavolo che mi ha vista e che io non avevo mai visto, un amico di una ragazza con cui ho giocato al torneo internazionale di Barcellona…

     

    E’ stata un’esperienza unica, che mi ha dato tantissimo… mi sento incredibilmente arricchita da quelle giornate così piene, tanto che la mia vita in Brianza ora mi sembra insopportabilmente vuota e grigia… faccio fatica a rientrare negli schemi!!! Ho davvero capito come ci si perda in incredibili menate superflue “qui”… e per qui si può intendere la brianza, o il mondo intero… tutti quei posti e quelle vite vissute semplicemente mantenendo lo status quo, puntando alla sopravvivenza quotidiana, al materialismo, alla superficialità, all’inseguimento di approvazioni da parte di una realtà sociale che ormai di autentico ha ben poco e che fa passare la voglia di impegnarsi o di trovarsi dei nuovi obbiettivi, delle nuove mete da raggiungere e sogni da realizzare…

     

    Per me non è più così. Basta vite vissute come eterni lunedì mattina, dove tutto ti sembra sempre troppo, troppo per te, troppo da sopportare, troppo per trovare la forza di reagire, troppo per cercare di proporre qualcosa di diverso, troppo per aver il coraggio di fare IL TUO, a costo di andare controcorrente. Non dico di avere le risposte, e per fortuna che non le ho, sennò che gusto ci sarebbe… però dico che ho voglia di riprendere a dannarmi per fare, cercare, dire, creare… non so come, no so con cosa, non so con chi, non so nemmeno esattamente quando… però so di volerlo, e questo per ora è sufficiente. Ci sono montagne di fogli bianchi davanti ai quali sedersi per riempirli di idee, progetti,sogni, obbiettivi… (oltre a quelli degli esami di 7mbre si intende…ehm)

     

    Pronti? Via!

     

    Ps- allego raccolta di foto e video di dimensioni cosmiche… poi arriveranno anche delle didascalie… just qualche irrinunciabile parola per introdurre gli elementi più esilaranti che abbiamo avuto tra le mura della nostra casa vacanze…. Buona visione!

    July 11

    adios. . . . . uhuhuh

    Olè!
     
    Amici e nemici, è con sommo piacere che vi comunico che da domattina la Marghe leva le tende da questa vecchia Brianza e se ne va 3 settimane a lavorare a non meno di due ore da qui.... precisamente a Santa Maria di Bobbio, in un ranch\casa vacanze dove miriadi di bambini ogni estate decidono i passare le loro pause scolastiche a imparare ad andare a cavallo, fare escursioni, gite, lavoretti, giochi e tutte le inumerevoli attività che rendono un centro estivo... un cento estivo. Con i cavalli. Giusto... non dimentichiamoci i cavalli.
     
    Si è concluso un anno importantissimoooo! Il primo anno di università, il primo anno di pallavolo agonistica, il primo anno da "donna" nel mondo... il primo anno per moltissime cose!!! Finisce un'epoca... non sono + una matricola, almeno non in questo! Per altre cose sono e probabilmente rimarrò un'eterna, goffa, impacciata matricola... ma forse va bene esattamente così. Un po' alla bridget Jones, avete presente? (citazione... :-) tu sai)
     
    Ho fatto quel che dovevo fare, ho detto quel che dovevo e che sono riuscita a dire, il resto l'ho scritto.... direi che posso partire serena per queste 3 settimane (a voi sembrerà una cazzata star via così poco, ma fi'ora è il periodo + lungo che io passerei via da qui... FINALMENTEEEEEE)
     
    ADIOS Brera, Milano, Seveso, Brianza, amici, nemici, polli e pollissimi, pallavolo, lavoro, famiglia, agenzia di moda (ah, mi hanno dato il book, tanto per dirvelo), pene d'amore.... stacco la spina, vado a prender un po' di sano ossigeno... vado a cercare di rilassare un po' i miei pensieri... vado a tentare di tornare migliore rispetto a come sono partita.
     
    . . . .  e non ho nessuna intenzione di pensare al 2 agosto finchè non sarà il 2 agosto... o al massimo un giorno o due prima, ma solo perchè dovrò iniziare ad interrogarmi su come far rientrare nelle valigie tutta la marea di roba che porterò là :-)
     
     
    grazie di cuore a chi mi ha sostenuta in questo ultimo periodo di sprint-finale-pre\post esami.... e un grazie anche a chi ha fatto di tutto per ostacolarmi perchè alla facciazza sua me la son cavata +o- alla grande e questo rende molto + godibile ogni tipo di soddisfazione :-) tiè!
     
    Io me la svigno, voi cercate di sopravvivere in modo più che egregio!! Tenterò di fare idem.
    Be Pluck, enthusiast... and work it out!!!
     
    besoooo
    July 04

    E ti vengo a cercare. . . .

    Franco Battiato.... tnk u.
     
    E ti vengo a cercare
    anche solo per vederti o parlare
    perché ho bisogno della tua presenza
    per capire meglio la mia essenza.
    Questo sentimento popolare
    nasce da meccaniche divine
    un rapimento mistico e sensuale
    mi imprigiona a te.
    Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
    non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
    fare come un eremita
    che rinuncia a sé.
    E ti vengo a cercare
    con la scusa di doverti parlare
    perché mi piace ciò che pensi e che dici
    perché in te vedo le mie radici.
    Questo secolo oramai alla fine
    saturo di parassiti senza dignità
    mi spinge solo ad essere migliore
    con più volontà.
    Emanciparmi dall'incubo delle passioni
    cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
    essere un'immagine divina
    di questa realtà.
    E ti vengo a cercare
    perché sto bene con te
    perché ho bisogno della tua presenza!
     
    . . . e ti vengo a cercare!!
     
    perchè ormai "non vivo di speranze ma di sensazioni di stomaco... non sta finendo così, non può finire così la magia"