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9月19日 Elisabeth Kubler-Ross, L'anello della vita.... eccomi! Rispondo prontissima all'appello di un caro socio di Brera, che propone sul suo blog un "angolo recensioni" per lasciare anche nel mio spazietto un segno dell'ultima mia lettura, conclusasi (esiste "conclusasi????) circa un'ora fa.
Si tratta de "l'anello della vita", di Elisabeth Kubler Ross. Cercherò di dire qualcosa circa quest'opera, tentando di far si che il mio commento a riguardo assomigli il meno possibile a ciò che si trova scritto sull'interno o sul retro della copertina, e sia invece molto+simile a qualcosa nato da me stessa, da quello che quest'autrice mi ha lasciato.
Innanzitutto si tratta di un'autobiografia, il che non è da trascurare. E' un lucida, serena, trasparente esposizione di ciò che ha fatto nella sua vita, fin dai primi secondi, quando era solo un "cosino di un chilo", terza di tre gemelle, che tutti davano per spacciata, troppo piccola, troppo fragile.
Ma non è solo il racconto di una vita. E', secondo me,il racconto della Vita (V maiuscola, non è un caso), il che sembra un po' un paradosso visto che nella sua esistenza la Kubler si è dedicata soprattutto al tema della Morte, e alle persone giunte proprio alla fase finale della propria vita... così tanto e con tanta passione e dedizione da essere diventata la più amata e rispettata ma, anche, contrastata e contestata autorità sullargoento, a livello internazionale.
Ma non è quanto è diventata famosa, o in quante Nazioni ha tenuto convegni o quanti libri ha scritto proprio su tutto questo ad avermi colpita.. Mi ha colpito la vicinanza, la passione, la serenità e la sincerità che trasuda dalle sue parole, dalla sue riflessioni, per quanto a volte sembrino incredibili o folli. Il suo messaggio è un'evoluzione, nasce all'inizio del libro, insieme a lei: io, cosino di un chilo, voglio vivere. Poi si evolve: Terza di tre gemelle: CHI sono io? Qual è la mia strada? Poi una presa di posizione: nessuno potrà decidere della mia vita al posto mio. Detto ciò la Kubler inizia il suo viaggio, un viaggio lunghissimo, di tutta una vita. Ma il messaggio si evolve ancora, alla luce delle esperienza vissute tra ospedali di guerra e istituti pschichiatrici: l'unica risposta agli interrogativi della vita sono il rispetto, l'amore e la carità, tre cose che lei ha sempre donato in modo incondizionato, pieno, luminoso, sincero.
Alla fine del suo viaggio, ormai totalmente dipendente dagli altri a causa di una paralisi dovuta a un ictus, capisce che anche questa è un'altra lezione da imparare. Ne scrive, pubblicando così i suoi ultimi libri, tra i quali questo. Vuole lasciare dei messaggi, vuole che ciò che ha imparato possa aprire le menti e i cuori degli altri.
E' un messaggio di speranza. Un messaggio forte, universale, al di sopra di tutti i conflitti e di tutte le "diversità", che forse si può riassumere così: tutte le difficoltà della vita sono un dono, servono per crescere, unico scopo della vita. Bisogna vivere, fino in fondo, facendo solo ciò che amiamo fare e che sentiamo giusto per noi, per quanto sembri duro e impossibile. Se si è disposti a impegnarsi nel realizzare i propri sogni, se si vive in modo giusto, i nostri stessi sogni e i nostri stessi obbiettivi giungeranno a noi. Il caso non esiste. La morte non è qualcosa da temere... ma dipende e dipenderà sempreda come avete vissuto.
Un libro profondo ma mai pesante nè noioso. Questo è ciò che mi ha lasciato la lettura di questo testo.
lo consiglio vivamente.
baci 9月14日 voglia di cose Vere... e allora forse il mio posto non è qui
Sentimenti contrastanti questa sera, in questo 14 settembre terribimente freddo... Giornata abbastanza rientrante negli standard: pseudopreprazione dell'esame di domani, un po' di cazzeggio su faccia-libro e MSN, pranzo con la famiglia, ancora pseudopreparazione e infine cinema...
"X-files, voglio crederci", con un Mulder Fox sempre + determinato a credere in tutto e tutti e una Dana Scully sempre più determinata a non farlo, e amare Mulder per il fatto che lui lo fa... con una trama che sa quasi molto più di CSI e molto meno di Xfiles se non fosse per il dettaglio che c'è un prete pedofilo MA sensitivo e dei cani CHE PERO' hanno due teste...
Mah... dopo film così, che ti lasciano un po' l'amaro in bocca, che cercano di metterti la pulce nell'orecchio circa le stranezze e i sotterfugi che avvengono nel mondo e che vengono etichettati come "bahtantononsisapràmailaveritàquindiperchèoccuparsene", accendi il pc, ti colleghi e leggi che a Milano hanno ammazzato un ragazzo di colore a sprangate e che Bossi alla Festa dei Popoli Padani ha detto che "tutti devono essere trattati allo stesso modo" (-eccesso di tosse- ... e le.. coff coff.. leggi ad.. coff.. personam?.. coff.. ) e che "in aula conteremo chi è nostro amico e chi è nostro nemico, e sarà per sempre" (che sarà? Un invito collettivo per il tè delle 5 o uno sfrontato "o con me o contro di me”?) … ancora violenza, ancora rapporti di forza e pugni serrati contro tutto e tutti.
Ed è allora, quando raggiungo i più alti livelli di saturazione, che mi fermo, mi appoggio alla sedia e cerco di non esplodere dalla rabbia e dalla frustrazione...
Mi sento una minuscola goccia di acqua, persa in un oceano troppo grande... Ho neanche 20 anni, e conduco una vita insopportabilmente normale… Non mi manca pressochè nulla, forse solo un po' di autostima, ma di certo non mi mancano nè una casa, né il cibo, nè i vestiti, nè i libri per studiare... sono in salute, non rischio che una bomba mi cada in testa mentre dormo, la mia famiglia non è dispersa a causa dell'uragano Ika, e nessuno mi prende a pugni e calci, ma forse se io fossi un canguro qualcuno lo farebbe...
E mi chiedo che cazzo di senso ha... (scusate, ma la signorilità a un certo punto s'ha da mettere da parte) Che senso ha che io domattina mi alzi alle 7, apra il frigo pieno come sempre, faccia colazione, prenda la mia macchina e poi il treno e vada a Milano, capitale delle vite frenetiche vissute da persone con in testa solo l’ultimo status simbol acquistato, le stesse persone che magari poi si lamentano anche delle loro incredibili sfortune… per fare che cosa? Per dare un esame all'Accademia di Belle Arti di Brera, quando l'ultima cosa di cui mi sembra che il mondo abbia bisogno in questo momento sia proprio di Arte, di qualche altro (pardon) imbecille che soffi in un palloncino e che lo dichiari “fiato d’artista”, rendendolo non + quello che è (un palloncino gonfiato a fiato) ma un’eccelsa opera d’arte del valore di migliaia di euro …
Mi sento persa. Mi sento persa perché per quanto schifo ci sia anche qui, sono comunque fortunata… e vorrei poter far qualcosa di questa mia fortuna, di questa mia testa, di questa mia possibilità di studiare e lavorare… qualcosa di buono, qualcosa di utile, qualcosa che tenda alla vita e in onore alla vita… Banalmente e prevedibilmente i primi pensieri vanno alle associazioni ambientali, umanitarie, di assistenza sociale, alla medicina… a tutti quei piccoli punti di questo oceano che cercano di far del buono, un po’ controcorrente… poi penso perfino alle forze dell’ordine e ai politici… a quelle persone designate per assicurare il benessere delle persone, per permettere di condurre una vita retta e onesta, un’esistenza di impegno e soddisfazioni… e francamente mi sembra che le cose non vadano esattamente così… chi non desidererebbe di essere lassù, e avere i mezzi e la preparazione culturale per poter cambiare le cose, per farle andare meglio…?
Io, specialmente dopo giornate così, arrivo a desiderarlo così tanto da sentirmi veramente male… tanta bellezza rovinata, tanta disuguaglianza che noi stessi ricerchiamo più o meno consapevolmente… dove abbiamo imparato a dividerci così??? Se mai ci trovassimo dalla parte di quelli meno fortunati non penso che troveremmo le nostre stesse idee poi così giuste e inattaccabili.
Sogni, pensieri complessi e troppo grandi per una sola persona, per una sola sera, per un solo stupido intervento blog…o forse sono solo vaneggiamenti di un’adolescenza un po’ saltata a piè pari e un po’ tardiva e cocciuta, che non vuole lasciare posto all’età adulta che sta bussando, che è lì, in attesa che io le apra e che accetti la mia vita brianzola, il mio futuro da lavoratrice-casalinga-moglie-madre…
Ma non posso far a meno che pensare che se sto così male, se vivo con così tanto dolore questa mia fortunata vita forse significa davvero che non è qui il mio posto... forse tutti gli orizzonti di cui sento di avere sete aspettano solo che il lato più egoistico di me rinunci del tutto a questi agi, sconfigga la paura di sbagliare e prenda una zaino in spalla per partire… per far qualcosa che valga la pena…
Per la mia vita da superba meteora, piuttosto che da sonnolento e perseverante pianeta. 9月11日 e ancora una volta, la musica parla per me... Che cos' ho ? Forse ho voglia di te
Ma non riesco a trovare un fiammifero Per guardarmi dentro Non lo so cosa voglio però Ad ogni modo allora cos'è Tutto questo tormento che mi brucia dentro Cos'è Che cos' ho? Forse cerco qualcosa o qualcuno Che mi porti via Vivo perduta nel mare (della mia fantasia) Ed ogni notte un dolore (che col sole va via) Io lo so,è una vita che questa mia vita Va avanti così (In vacanza da una vita, Irene Grandi) .... la voglia di "te" è ormai definibile generica... troppe delusioni, troppi goffi scivoloni nell'ambito "ometti" per avere ancora un "te" preciso, definito e certo in mente... è più una voglia di un "te" che valga la pena, di un "te" con quel qualcosa di speciale, che mi faccia tornare la voglia di mettermi in gioco per qualcuno, di mandare di nuovo a monte i miei pensieri, tornare ad avere le paralisi facciali e lo sguardo perso e sognante di chi ha riscoperto qualcosa di incredibilmente magico... per ora comunque la delusione è troppa, e i miei piedi son ben piantati a terra. Un po' + sicuro, si , però... ... che non riesca a trovare un fiammifero per guardarmi dentro è assolutamente vero! Ho bisogno di districare un po' di ingarbugliamenti di emozioni, di pensieri... fissare nuovi obbiettivi per poter finalmente partire.... ma, appunto, non vedo bene... è buio... chi mi accende la luce??? "non lo so cosa voglio" ma allora perchè sento "tutto questo tormento"???? Voglia di equilibrio, di viver serenaaaa... " CERCO QUALCOSA O QUALCUNO CHE MI PORTI VIA.... " "Vivo perduta nel mare della mia fantasia"... fatta di sogni su un futuro che spero migliore, che penso pieno di orizzonti e bellezza, ma che fatico a caricare ancora di aspettative, non ne ho la forza... e "ogni notte un dolore che col sole va via", dove il sole sono le persone che vivono insieme a me, che mi regalano ogni giorni nel loro piccolo tanta voglia di vivere, di fare, di correre... che hanno sempre una parola speciale per me, uno sprone alla vita... i miei "soli", i miei fratelli, sorelle e il mio papà adottivi. Grazie. "io o so èuna vita che questa mia vita va avanti così"... ma ora credo sia giunto il momento di dare una spallata alla routine, e piantarla con questa signorilità contemplativa molto alla Bovary perchè "si, lo so, lo sapete, sono in crisi", e darsi una mossa, per davvero. COURAGE... che sta "solo" iniziando un nuovo anno (non so per voi, ma per me a settembre inizia il nuovo anno, non tanto a gennaio... no???) |
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