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6月21日 MAHNon s'affronta proprio!
Esami a parte, che procedono (per lo meno le preparazioni agli esami) ho una folle voglia di volarmene via. Basta casini, basta problemi, basta aver paura di tornare a casa, basta sentirsi a posto solo quando c'è silenzio... basta non capire cosa volgiono dire i tuoiocchi basta non capire che cosa significa.
Adoro fare, adoro scopire, imparare, vivere in tutto e per tutto... forse non è più qui il mio posto. Non tra 4 mura che mi fanno stare male, che creano nebbia, dubbi e insicurezze dentro e fuori di me..... psiologicamente sono al limite.
Immobile, terrorizzata... star ferma il + a lungo possibile, trattenere il respiro, farsi forza... perchè se si facesse quel passo, chissà quale altro nuovo dolore arriverebbe a macchiare la nostra vita.... forse sta tutto nel calcolare le priorità, mettere la testa fra le gambe, farsi le domande giuste... e poi muoversi nelle giuste direzioni.
Mattinata greve.......... color grigio piombo.
C'è il sole? Davvero? eh???
MAH 6月17日 i sintomi suggeriscono: periodo esamiquando ti ritrovi a fissare il vuoto senza nessun motivo logico per + di due o tre vv al giorno
quando i tuoi occhi sembrano rifiutare la legge anatomica che recita che le palpebre sono mobili e devono stare aperte a comando
quando hai sempre fame o sete o voglia di.... tutto tranne che di sare seduto ad una tavolo
qunado inspiegabilmente il tuo sedere e la tua schiena e le tue gambe sembrano incapaci di restare ferme nelle stessa posizione per + di un'oretta
quando cominci a fare riflessioni fumose e inoncludenti circa il tuo avvenire, il tuo futuro scolastico o lavorativo, su dove ti porterà la scuola che stai facendo
quando inizi a valutare l'idea di fare il commesso a vita, chissenefrega, tanto l'importante è stare in salute
quando cominci a pensare di visitare il sito di lastminute, per vedere se c'è un sola andata per la nuova zelanda che parte.... OGGI, o domani al max (così magari saluti un pai di persone e fqai le valigie, sennò no, manderai una mail...)
quando vedere o pensare a qualunque tipo di libro da leggere/studiare... ti disgusta, o ti fa venire un immediato attaco di sonno, di epilessia, di allergia
quando ti dilunghi in conversazioni vocali-telefoniche-telematiche su qualunque argomento (ma soprattutto su questo meraviglioso clima meRditerraneo) pur di non arrenderti all'idea che devi studiare/lavorare per l'università
quando hai degli indicibili attacchi di fame nervosa tanto da farti spazzolare in tempo zero un'intera vaschetta di gelato, un paio di confezioni di brioches, una dozzina i megapaninistrapieniditutto, un pacchetto famiglia di patatine e magari, ma solo nei giorni pari, anche due o tre pizzette
quando sostituisci a piè pari la birra o qualunque altra forma di alcool all'acqua
quando le tue occhiaia entrano a far ufficialmente parte della tua faccia, indelebilmente (e sempre + blu e sempre + profonde....)
beh, quando ti accade una di queste cose, o tutte, o altre ancora... BENVENUTO. SEI ANCHE TU IN PERIODO ESAMI.
in fondo siamo tutti una grande famiglia stressata in queste settimane...... altri sintomi da suggerire?
oeh!
6月8日 . . . oeh!... ci sono persone nella vita di ognuno di noi che sono dei punti di luce, dei punti di riferimento, persone speciali a cui pensi spesso.... nei momenti belli perchè son quelli che più vorresti condividere con loro, nei momenti brutti perchè sai che loro potrebbero far andare le cose meglio, tirarti sul il morale, magari cambiare le cose, fare la differenza... e nei momenti critici. Nei momenti che meno sai spiegare, soprattutto a te stessa... quei momenti in cui senti che sta cambiando qualcosa, in cui hai la sensazione che è giunta l'ora di fare un asso, che vuoi andare avanti ma ancora non sia bene in che direzione.. e vorresti qualcuna di quelle persone, o una sola, o tutte insieme, vicino a te.
Questo è uno di quei momenti. In questa piovosa -strano!- domenica di giugno mi sento... diversa.
Stamattina, dopo uno dei sabati + stupendi mai trascorsi, passato con alcune delle + belle persone che conosco... mi sono svegliata con una di queste persone strordinarie... che mi fanno desiderare di essere una persona migliore.
Questo "pensiero", queste ennesime frasi dall'italiano discutubile e dai concetti sgangherati lo dedico a queste persone, e anche alle altre persone speciali della mia vita, che ieri non erano con me... a sguarrarsi le ginocchia al torneo di beach volley al Palacus di milano, a vedere la finale di pallavolo maschile e femminile, ad esultare per il secondo posto conquistato dalla mia squadra, a festeggiare la (purtroppo) non-vittoria della statale maschile e il comple di Urba al Picchio con valanfghe di pasta fredda e mozzarelle in carrozza, a sognare ad occhi aperti ammirando la camera di un vero sognatore.
----------- oeh! Sempre + stupendo.
6月5日 pioggia, sogni e pauraPioggia.
Ancora cielo grigio piombo. Manco fossimo in Amazzonia, nel bel mezzo della stagione delle piogge. C’è perfino la giungla , una giungla di palazzi e gente e luci e rumore e mezzi… una giungla che mi ha fatto arrivare a un mese dagli esami già con la lingua a terra, stremata e disorientata, boccheggiante nel più appiccicoso e fastidioso dei caldi, sognando l’estate, quella vera. Cerco di reagire, ed ecco che comincio a riflettere, e siccome non sono brava a darmi dei limiti in questo, finisco con il riflettere troppo.
Basta una vecchia canzone di Elton John passata,quella della colonna sonora del Re Leone, sentita in un negozio… per farti bloccare, senza fiato, oddio il Re Leone, avevo 6 anni… com’ero piccola, già sognatrice convinta… una bimba che un giorno voleva diventare pirata, il giorno dopo cavaliere della tavola rotonda o al massimo Lady Oscar e quello dopo ancora una Bimba Sperduta. (se vi aspettavate che volessi diventare principessa o ballerina avete sbagliato tutto). Basta una canzone per farti assalire dalla paura, per far si che tu ti chieda “guarda, guarda dove sono arrivata, quanto tempo è passato, chi l’avrebbe detto che sarei cresciuta anche io, chi l’avrebbe detto che il tanto atteso ‘diventare grandi’ sarebbe stato così”…. Paura. Paura di come ti sentirai fra altri 14 anni quando sentirai una canzone di quelle che hai adesso nell’mp3… paura che ciò che sarai allora non ti piacerà, e che quando te ne accorgerai sarà troppo tardi.
Paura. Per fortuna!!! Per fortuna che si ha paura, perché significa che si ha ancora qualcosa da perdere. E io ho paura, una paura terribile di non farcela, di perdermi, di perdere di vista le cose importanti. Ho paura, perché ho tantissimo da perdere.
Paura perché non mi basta! … non mi basta quel che ho vissuto fino ad ora, non mi basta pensare di accontentarmi di ciò che verrà, non mi basta dire “massì, qualcuno farà in modo che qualcosa farò nella vita” come ormai sembra di moda fare… non ho il portafoglio del paparino o della mammina a cui aggrapparmi per assicurarmi una vita con le spalle coperte, ma in realtà nemmeno mi interessa averlo. Solo.. ecco, non accetto che sia tutto qui. Mi rifiuto di credere che una volta che hai fatto il primo passo verso il mondo ci sei, è fatta, ormai sei nel sistema, ormai fai parte di quel caotico e disarmante mondo chiamato “realtà”, ti puoi sedere e aspettare… perchè ormai sia finita l’epoca in cui potevi permetterti di credere che esistesse l’Isola Che Non C’è. perchè ormai puoi anche smettere di avere paura.
Ormai i sogni si chiamano “obbiettivi”, e la favole parlano di politici, catastrofi ambientali, guerre e fame.
Beh io non voglio. Voglio continuare a sentire la paura del vivere in una realtà pronta a ribaltarti alla prima distrazione… Voglio continuare a chiamare “sogni” i miei obbiettivi.
Quindi, disarmante Brera, disaminate Milano, disarmante pianeta Terra… questa terrorizzata ragazza terrà duro ancora per un po’ J …. you can’t get rid of me!!!
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