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11月29日 ... maiDue mesi fa, il 27 settembre, scrivevo sul mio diario quanto mi sentivo felice e viva. Scrivevo della mia gioia, dell’entusiasmo, dell’allegria, dell’ottimismo che inondavano le mie giornate… scrivevo “chissà da dove arriva tutta questa bellezza?”… ma conoscevo perfettamente la risposta… E ringraziavo. Ringraziavo i “miei soli”, quelle persone che fanno parte del mio universo, quelle stelle tuttora presenti, attive e luminose vicino a me, e anche quelle più lontane, perse un po’ di vista, un po’ per caso, un po’ per volontà, ma che sono sempre presenti nei pensieri… e infine anche quelle stelle che non ci sono proprio più. Ringraziavo. Oggi, a due mesi di distanza… in una giornata di freddo inverno, con ancora qualche pozza di neve qua e là, sotto questo cielo grigio e quest’aria natalizia, satura di silenziose aspettative, desideri, sogni… mi chiedo che senso ha tutto questo. Anche l’entusiasmo più forte e vero prima o poi non regge i colpi, o forse arriva a non volerli reggere. La gioia più alta può precipitare, insieme a una lacrima, frutto di dotti lacrimogeni troppo poco orgogliosi. L’ottimismo più convinto e radicato lascia spazio ad una altrettanto radicata sensazione che il mondo sia pieno di ccccoglioni… E non sono arrabbiata. Mamma mia quanto mi piacerebbe esserlo… e invece no. No, perché quel vecchio meccanismo che mi ha sempre salvata è ancora li, funzionante… era pronto, il maledetto, quasi come se avesse sempre saputo che prima o poi avrei avuto ancora bisogno di lui. Troppa bellezza. Troppe cose vere e importanti e rare e preziose per lasciarsi vincere. Troppe persone che credono ancora in me, che tentano di donarmi momenti e emozioni stupende, anche se a volte non sono nemmeno tanto in grado di riceverle, anche se mi chiudo a riccio, anche se a volte pur di allontanare tutto e tutti graffio e ringhio e mi accoccolo con me stessa e basta, nel mio amato silenzio…. C’è chi crede in me. Ancora e nonostante tutto. E hanno tutta la mia ammirazione per la pazienza, e la mia gratitudine perché non so cosa farei senza di loro. Ed è per loro che ci si tira su, sui gomiti se necessario… e si passa sopra a tutta questa gran manica di imbecilli, a tutte queste delusioni, a tutta questa fatica a volte ignorata, altre volte perfino derisa… Non mi lascerò mai fermare, non mi lascerò mai controllare né giudicare, soprattutto da chi mi chiede “come stai?” e non è interessato nemmeno ad ascoltare la risposta… E mi rialzerò sempre, tirerò sempre su il mio sguardo assetato di bello, quei miei occhi che cercano il vero, il profondo, l’autentico… la mia criniera sarà sempre libera al vento, le mie gambe sempre forti per galoppare lontano, fino all’orizzonte… sempre pronte a tirar giù a calci porte ingiustamente chiuse, a saltare steccati, a correre in aiuto, a camminare nel sole, serena. Il mio collo sarà sempre pronto a scrollarsi di dosso tutte le menate, il pessimismo e le delusioni… e piangerò, di cose brutte e di cose belle spero... Ma se non urlerò la mia rabbia, se non mi scaglierò alla gola di chi mi fa tanto male, se non indirizzerò mai a nessuno il mio odio, se continuerò a non saper portare rancore… sarà solo per due motivi: Il primo: a volte proprio non vale la pena di sprecare energie in queste cose... soprattutto, non per certe persone. Il secondo: c’è qualcuno che mi ha insegnato che la vita deve essere gioia, vissuta con il sorriso a ogni costo, e che solo noi possiamo decidere che sia così. Quindi… ancora una volta, potete scordarvi di vendermi per terra, potete scordarvi che io stia zitta, potete scordarvi di portarmi via il mio entusiasmo.
Ancora una volta… potete scordarvi che io mi arrenda. |
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