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日志


1月31日

grandi e vivi

ok.
d'accordo...
va bene.

Per terra, di nuovo. Che male... e che scema sono.
Mi chiedo se finirà mai... ma dalla regia mi dicono che, no, non finirà... perchè era scritto, nel contratto... in giallo, in piccolo e al contrario. "ce ne sarà sempre una" dice la scritta. "quando meno te lo aspetti, quando più le cose ti sembreranno andare discretamente bene, arriverà qualcosa o qualcuno a smuovere l'aria intorno a te... crisi. difficoltà. Perfino dolore."

ok, io non avrò letto bene, ma certe volte mi chiedo chi è che ha deciso o considera che io sia abbastanza forte.

Vivere la vita intensamente... a volte è davvero deleterio.
Vai al massimo, giochi veloce, giochi duro, ce la metti tutta, ti rialzi sempre, cerchi di scivolare il meno possibile e, se cadi, tenti di non prender dentro nessuno, di non tirar giù nessun innocente o meno insieme a te. Dài. Dài tanto, dài tutto, o per lo meno ci provi.. Un po' di serenità, armonia, gentilezza, un grazie sincero, un sorriso in più, entusiasmo (!), la forza per te e a volte per gli altri di andare avanti nonostante tutto, la gioia della condivisione reciproca, la presenza, magari anche la rabbia e l'incazzatura ma sempre il perdono. Dolcezza dove c’è durezza. Leggerezza dove c’è pesantezza. Fiducia. Amore.

Quando a lungo tutte queste cose ce le si conquista da soli, quando le si da tutti i giorni, spesso e volentieri anche a chi non se le merita, va da se che prima o poi te le aspetti. E quando una, due, tre volte non arrivano e le trovi lo stesso da sola… la quarta sei per terra. Qua, nessuno ha una >S< gialla sulla tutina aderente blu. Almeno, io no.

Fa male. E allora che si fa? Si ringrazia di cuore la musica giusta, o la persona giusta, che arriva per riuscire a strapparti un sorriso prima di andare a dormire, con dentro solo la speranza che quando ti sveglierai starai un pochino meglio… e magari anche just qualche lacrima, per ricordarti che se soffri è perché sei viva.

Forse davvero l'unica cosa da fare è DARE e basta... DARE. Punto.
Altruismo. Senza aspettarsi nulla, giocando anche un po’ di pessimismo.
Altruismo. Fiducia che tutto tornerà, che arriverà il girono in cui diremo che ne è valsa la pena.

A volte è difficile vivere con il cuore… ma bisogna provare, e provare, e provarci ancora, con tutti noi stessi, credo. E capire, e perdonare. E rialzarsi, sempre. E non smettere di dare.

Farlo, è essere grandi.
E vivi.

1月24日

... nella speranza di...

Ogni tanto mi chiedo se sia un caso che le persone vere, che “conoscono l’anima” siano quelle che in qualche modo, in qualche momento della loro vita, si sono trovati a soffrire davvero….

Non una sofferenza di quelle comunemente comprese nel contratto con la Vita, quelle che fanno parte dei normali alti e bassi dell’esistenza… parlo di quelle sofferenze che ti fanno rivalutare tutto, di quelle che per quanto tu ci metta a superarle, tanto o poco che sia, ti lasciano un segno indelebile, da qualche parte là, tra lo sterno e la spalla, no non lì, intendo a sinistra, un po’ più in basso….

Nel cuore.

Come se per rendersi conto che c’è dell’altro, che c’è un nucleo di energia sottile dentro di noi, a prescindere da che la si voglia chiamare animo o in qualsivoglia altro modo…. Si dovesse soffrire. Come se l’unico modo per essere davvero coscienti del suo palpitare dentro di noi, sia quello di sentirla quando soffre, stride, urla, piange. Una volta scoperta, inoltre, et-voilà: non è più così semplice superare il dolore. Perché improvvisamente è presente in noi qualcosa che non si accontenta di qualche rimedio di fortuna per tornar alla gioia, alla vita entusiasta…. Bensì esige un bel po’ più di impegno.

Davvero è l’unico modo per sentire che c’è energia in noi che la maggior parte delle volte ignoriamo?

Davvero le uniche persone che puoi guardare negli occhi e vedere occhi VERI, sguardo AUTENTICO, luce.. sono quelle che soffrono, hanno sofferto o comunque sono passate attraverso esperienze durissime, poi superandole, o anche no, o quasi?

Io spero vivamente di no.

Ok, non è il mio caso, io “mi sono trovata” proprio dopo (o meglio durante) la sofferenza…

Ma mi trovo, ora, qui. Desiderosa di poter credere che ci siano persone nel mondo che riescono a ESSERE davvero, a capire che in loro c’è molto di più di quello che si possa pensare, che non siamo solo iperfunzionali ammassi di cellule… senza soffrire.

Senza che il dolore sia la condizione necessaria ma purtroppo mai sufficiente per arrivare a sentire che quel “di più” che ci illumina non è fuori di noi, introvabile, irraggiungibile del tutto, in alto, in cielo, da qualunque altra parte lo si collochi… ma che è soprattutto in noi.

Se non la si trova in noi, quella “cosa in più”, non la si potrà mai riconoscere quando ci passerà davanti in un altro, in un’esperienza, in un “qualcosa” di superiore a noi…. Cosa crea la consonanza, se non c’è nulla in noi che può rispondere al richiamo?? E visto che c’è, in tutti, ne sono certa… come può rispondere se noi non siamo coscienti della sua presenza?

Non so nemmeno perché queste mie riflessioni metafisiche finiscano sempre in qualche modo su facebook, o sul blog di msn… chiariamoci, parliamone una volta per tutte: non vorrei passare per un’aspirante piccola messia, che crede di “esser arrivata” e di dover quindi, perché no, illuminare menti altrui…

Sono l’ultima degli scemi, qui lo confermo. Sono tremenda, e soprattutto non sono certo arrivata… spero di non arrivare mai. Spero ci sia sempre ancora qualche importante meta da raggiungere, qualche altra esperienza, qualche altro stimolo di crescita...

Uno fortissimo l’ho avuto proprio stamattina, da una persona molto vera e profonda, un professore dell’Accademia di Brera… anche lui, esperienze dure dietro di sé. Spalle forti. 

Solo per questo scrivo, credo. Solo per poter ringraziare con il pensiero, non so bene se il prof oppure la Vita, che mette al mondo persone che sanno ESSERE DAVVERO, che sanno dare sempre qualcosa in più, che sanno creare, cambiare la realtà intorno a loro, in meglio, sempre meglio. C’è davvero bisogno di esseri umani così, in giro.

Nella speranza di essere anche io così, un giorno… vera, e sempre in cammino.

M.

1月3日

poche righe... per questo 2 gennaio

Poche righe rivolte a Te....

Nel "tuo giorno", o meglio nel giorno della tua scomparsa... c'è sempre un'energia particolare nell'aria.
E oggi mi rendo ancora più conto di quanto io sia cambiata in un anno di vita.

Un anno fa esatto ho tracciato una linea di demarcazione. Netta. Decisa. Invalicabile.... "Da qui non passerà più. Nè lei, nè qualunque altra persona voglia ferirmi e falciare il mio essere. Da oggi rinasco IO, da oggi inizia il viaggio per trovare ME"

Un anno dopo... quanto è cambiato! Quanta strada ho fatto...
Ciò che mi stupisce però... è che non ti sento così vicino oggi, come negli altri 2 gennaio da 9 anni a questa parte. Non sono così in contatto.

Perchè? Non ci sei? O non ci sono io?

Oppure forse per la prima volta prevale la presenza anzichè la mancanza.
Forse non c'è più quel gran vuoto dentro di me, quella sofferenza lancinante che è sempre stata veicolo... forse ora c'è solo la certezza della presenza, della ricchezza, di ciò che di tuo è dentro di me e vive, ancora, e lo farà sempre.

Forse per questo motivo non c'è più una vicinanza particolare nel giorno della Tua mancanza... non c'è più alcun disperato richiamo...

Perchè siamo un'unica realtà, e lo saremo sempre. Vivi in me... può esistere vicinanza più profonda e vera?

Grazie...
con amore

tua figlia

1月1日

don't panic

... e arrivò l'anno nuovo!
Ringraziamo educatamente il buon vecchio 2008, e salutiamo calorosamente questo 2009 intonso e pieno di fascino color argento e bianco-neve....

Come sempre un nuovo inzio, come sempre non sappiamo inzio di COSA, come sempre ci sono propositi, desideri, magari addirittura mete precise, perfino paure... obbiettivi, orizzonti, prospettive...
BEN 365 giorni tutti da vivere e scoprire, pieni zeppi di avvenimenti e di cose da fare... che dire? Don't panic and work hard!

La preoccupazione più grande a volte è quella dell'esser soli in questa corsa, in questo viaggio... chi ha La Persona al suo fianco è sereno, magari innamorato e grato per questo, magari pensa a come proteggere questo rapporto, come far si che non finisca... ma quelli più preoccupati son sempre quelli che non hanno un compagno o una compagna di viaggio ben definita accanto a sè.

Tutto ciò che mi sento di dire a riguardo è (alla faccia dell'originalità) una citazione, da un sms di una persona e me molto cara:
- hai deciso di vivere, di viaggiare, non sai come nè dove, ma vuoi farlo... non fermarti per cercare compagnia, perchè la troverai viaggiando!-

Insomma, cui prodest? A che pro disperarsi per la ricerca di una potenziale anima gemella perdendo magari di vista i nostri sogni e inciampando in incontri e delusioni tutt'altro che positive per noi?
Le vecchie nonne dicevano: -incontrerai l'anima gemella, la persona giusta, quando meno te lo aspetti-.. e noi, iperscettici, alzavamo gli occhi al cielo... ma che può saperne lei (o lui), che ne sa, odio chi mi dice le cose solo per farmi star zitta.... e via discorrendo.

Non posso scrivere "e invece avevano ragione", perchè fortunatamente anche il mio viaggio è tutto da scoprire... però posso dire che l'anima gemella, la persona giusta, non necessariamente giusta per il resto della nostra vita però quella giusta per il QUI-ORA... non è da rincorrere.
E' da tener nel cuore come desiderio, insieme ai nostri sogni... essi se non costretti nè forzati si prendono cura di sè da soli.

E allora arriva, per ciascuno di noi... quella persona che sa capire e amare e rispettare tutto ciò che siamo, le cose belle e le cose brutte, la nostra natura, per quanto magari atipica, folle, indipendente e amante della libertà sia... la persona giusta non è un'ostacolo all'indipendenza, non è una minaccia alla nostra libertà. Con la persona giusta la sensazione che si ha è esattamente quella di poter spiccare il volo, liberi, insieme, da un momento all'altro.

La sensazione più bella di tutte....

Auguro questo e altro a tutti, per questo 2009.
Testa e cuore per capire che non esiste la solitudine se si crede al sentimento vero. E stomaco forte per reagire al panico che ogni tanto umanamente ci investe...

DON'T PANIC! :)